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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Attività lavorative

Già dai tempi antichi la zona pianeggiante venne utilizzata per la coltivazione del grano, orzo, avena; nella collina furono impiantati vigneti, frutteti e oliveti; la montagna fu utilizzata per quei prodotti che poteva offrire il bosco, in particolare la legna da ardere e le ghiande.

La maggior parte di questi territori furono sfruttati anche come pascolo per ovini, bovini, caprini e suini. La norma prevedeva una alternanza biennale detta ''aidattone'' e ''paberile'' che consentiva il riposo vegetativo.

L'Angius, nei primi anni del 1800 scrivendo di Esporlatu diceva : '' I più sono applicati all'agricoltura, pochi alla pastorizia, e forse neppure uno alle altre professioni. Le donne cambiano spesso la spola e il fuso nella falce e nella zappa, ora coltivando gli orti, ora cooperando a' mariti e a' padri nella messe. Lavorano tele di canape, delle quali si servono nelle famiglie, e di rado maneggiano la lana.''. Si seminano dagli esportatesi di grano cinquanta d'orzo circa altrettanto. Guadagnasi ordinariamente sul'uno l'otto nei grani, il dodici nell'orzo''. ''Si numerano giumenti quaranta per macinare quel grano, cui non bastano i tre mulini idraulici di malintesa costruzione''.

Attività lavorative

Biblioteca Comunale

Fino ai primi anni del novecento le poche strade, presenti esclusivamente a valle del paese, limitavano le comunicazioni e gli scambi dei prodotti ai paesi limitrofi; i trasporti avvenivano solo con l'uso degli asini, dei cavalli e del carro trainato dai buoi.

Negli anni '60 la forte emigrazione prima, e dopo qualche anno l'arrivo dell'industria ad Ottana, hanno cambiato l'organizzazione economica e sociale su cui fino ad allora si era basato il paese senza fornire per altro valide alternative ad una comunità che traeva dalla campagna le risorse per vivere e che basava la sua secolare cultura sulla solidarietà.

Oggi il paese che vede quasi dimezzati i suoi abitanti, dopo la conclusione dell'effimera esperienza industriale, guarda nuovamente al proprio territorio e alle proprie risorse per riscoprire opportunità in grado di ricostituire un tessuto economico, sociale e culturale, tornando alla tradizione secondo i bisogni attuali. C'è quindi un ritorno alle attività artigianali, ma si guarda con interesse anche all'ambiente, al turismo e alla archeologia, considerata la presenza nel territorio di importanti emergenze naturali e archeologiche.

Bibliografia
  • Il Condaghe Di San Michele di Salvenor - a cura di Vigilio Tetti
  • Francesco Cesare Casula - La storia di Sardegna
  • Raimondo Carta Raspi - Storia della Sardegna
  • Natale Sanna - Il cammino dei Sardi
  • Alberto della Marmora - Itinerario dell'Isola di Sardegna
  • A.A.V. - Storia dei sardi e della sardegna - a cura di Massimo Guidetti
  • Pietro Paolo Tilocca - Esporlatu
  • La diocesi medievale di Ottana e la cronotassi dei suoi vescovi (1065- 1503) - a cura di Roberto Lai
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